formeco distillatori per solvente serie standard

LA RICETTA PER IL PROBLEMA DELLO SMALTIMENTO SOLVENTI

Sempre di più al giorno d’oggi il problema dello smaltimento dei solventi risulta pesante (economicamente e burocraticamente). La domanda da porsi è: perchè i solventi sporchi in azienda vengono considerati rifiuti e non risorsa?

Noi di Tattika, specialisti una risposta ce la siamo data da tempo e sta nell’uso del distillatore.

Cos’è un distillatore? E’ un impianto che utilizza la tecnica della distillazione. Wikipedia lo spiega in questa pagina. Il recupero dei solventi di processo richiede una soluzione cucita attorno all’esigenza del cliente e, quindi, affrontata nel modo più metodico e sicuro possibile applicando 3 semplici passi:

ANALISI

Il nostro team tecnico commerciale è in grado di dialogare con l’utilizzatore in diverse lingue, tra le quali: italiano, inglese, portoghese, spagnolo, tedesco, olandese, francese, russo, ucraino, rumeno.

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PROVE TECNICHE

Quando necessario, è possibile effettuare prove di distillazione sul campione di refluo del cliente, grazie ad un laboratorio attrezzato con impianti pilota. Congiuntamente con i campioni testati verrà consegnata una relazione tecnica per una valutazione basata su dati effettivi.

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SOLUZIONE

Saremo in grado di proporre la soluzione di distillazione più idonea al trattamento del vostro refluo. L’utilizzo di un distillatore rigeneratore per solventi diluenti risulta essere la scelta vincente per drastica riduzione dei costi di smaltimento con un ritorno dell’investimento garantito.

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Normativa vigente

La normativa vigente che regolamenta l’utilizzo dei distillatori è il Decreto 27 marzo 2001, n.153 del Ministero delle Finanze, “Regolamento recante disposizioni per il controllo della fabbricazione, trasformazione, circolazione e deposito dell’alcol etilico e delle bevande alcoliche, sottoposti al regime delle accise, nonché per l’effettuazione della vigilanza fiscale sugli alcoli metilico, propilico ed isopropilico e sulle materie prime alcoligene”.

Attraverso questo decreto, vengono introdotte delle nuove procedure amministrative a carico dei fabbricanti, dei commercianti e degli utilizzatori di distillatori di diluenti e solventi.

Le apparecchiature non destinate alla produzione di alcol etilico, il decreto prevede delle procedure amministrative semplificate a carico dell’utilizzatore finale: quest’ultimo infatti ha come unico obbligo quello di comunicare al fabbricante (o al commerciante/rivenditore), mediante dichiarazione scritta, che l’apparecchiatura acquistata (o le sue parti essenziali) non è destinata alla produzione di alcol etilico.

Rispetto alla legislazione precedentemente in vigore, quindi, non sono più prescritti nè l’obbligo della presentazione della denuncia iniziale e della dichiarazione annuale di lavoro, nè l’apposizione della piastrina di identificazione dell’apparecchio, in quanto è ora sufficiente la presenza sullo stesso del numero di matricola apposto dal fabbricante.

E’ importante sottolineare che “il recupero effettuato nell’ambito dello stesso stabilimento che ha prodotto i rifiuti non rientra tra le attività di recupero dei rifiuti pericolosi disciplinati dal citato DM 161/2002, in quanto viene effettuata su uno scarto che non ha ancora assunto la natura giuridica di rifiuto”.

Dello stesso parere il Dirigente del Settore Ambiente della Provincia di Padova, secondo il quale “si considera l’attività di distillazione finalizzata al recupero del rifiuto internamente al ciclo di produzione, non ricadente all’interno della normativa sui rifiuti. Non necessita quindi alcuna autorizzazione finalizzata a tale recupero”.

Quindi ricapitolando: I SOLVENTI SPORCHI, FINTANTO CHE STANNO IN AZIENDA E VENGONO LAVORATI AL FINE DEL RECUPERO E RIUTILIZZO, NON SONO CONSIDERATI RIFIUTI. NON E’ NECESSARIO, QUINDI , ALCUNA AUTORIZZAZIONE.

UTF (Ufficio Tecnico delle Finanze)

Di cosa si tratta?

E’ una dichiarazione che l’acquirente è obbligato a compilare nella quale si dichiara che il distillatore per solventi non è destinato alla produzione di alcool etilico.

A carico dell’acquirente è previsto solamente l’obbligo di dichiarare all’ufficio UTF (Ufficio Tecnico delle Finanze) competente, che l’apparecchio acquistato non è destinato alla produzione d’alcole etilico.